sabato 30 maggio 2026

Modelli

 

Dopo il trionfo del centrodestra alle elezioni amministrative reggine, tanti sostenitori del nuovo sindaco auspicano un rilancio del "Modello Reggio" che possa fare scuola.
Personalmente (e abbiamo la presunzione di ritenere che non sia un disagio soltanto nostro), la denominazione "Modello Reggio" ci fa rabbrividire perché innesca ricordi molto inquietanti (scioglimento del consiglio comunale [di centrodestra!] per dissesto finanziario nonché per infiltrazioni malavitose e per altre brutte vicende), con riverberi economici che, ancor oggi, pesano sulle tasche dei residenti (vedasi le imminenti bollette TARI).
A meno che, per "Modello Reggio", non si intenda quel grossolano archetipo organizzativo che, a livello autoctono, ha sempre fatto dell'improvvisazione il suo discutibile modus operandi. Per esempio, guardando la foto allegata, un reggino potrebbe istintivamente pensare che si tratti di una strada della sua città, mentre si tratta di una strada di Bologna dove, su un palo della luce, sono stati affissi con lo scotch importanti avvisi comunali, stampati su fogli A4, per informare la popolazione su tributi locali e circolazione tranviaria. E questo, a quanto ci risulta, è l'unico "Modello Reggio" che sembra fare (pessima) scuola.

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