Seggi elettorali
Domenica scorsa sono andato a votare prestissimo, ad apertura dei seggi, per togliermi subito il pensiero e, dinanzi alla scuola "Pietro Larizza" in Reggio di Calabria, che funge da sezione elettorale nella zona dove risiedo, ho incrociato Romolo, gatto nero molto noto nel mio quartiere perché è solito tornare sempre sui suoi passi quando una mia ex collega gli attraversa la strada. Nella circostanza, aveva scortato fino alla predetta scuola la vecchietta un po' malandata che lo nutre ogni giorno e che esso contraccambia col proprio affetto, accompagnandola ovunque vada e offrendole, così, quella compagnia che, a quanto ci è dato vedere, non sembra esserle garantita da esseri umani. Ovviamente, al gatto Romolo è stato precluso l'accesso al seggio anche per il tramite di un poliziotto che, con pleonastico tono autoritario, puntualizzava tanto alla vecchietta quanto al suo insolito accompagnatore che i felini sono privi dei requisiti necessari per l'ammissione alle urne.
Nello stesso seggio in cui ho votato io (in quel momento unico elettore presente), ha avuto invece accesso l'ex collega di cui sopra, che, dopo avermi salutato, sulla scorta della sua esperienza lavorativa semi-dirigenziale si è messa a redarguire con tono perentorio gli scrutatori che, secondo lei, non svolgevano al meglio il servizio al quale erano stati destinati: "Quando arriva un elettore non dovete stare muti: uno di voi deve dire 'avanti' oppure 'attenda'; un altro, invece, deve chiedergli se ha con sé il telefonino cellulare ed eventualmente indicargli l'esatta porzione di tavolo dove depositarlo temporaneamente perché non può portarlo in cabina!" e così via.
Mi sono dileguato il più in fretta possibile e, contestualmente, ho pure riabilitato il poliziotto che ha informato il gatto Romolo circa i movimenti che gli erano lecitamente consentiti all'interno della sezione elettorale.
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