venerdì 26 luglio 2013

Emersioni serali saure


Nei giorni scorsi è venuto a mancare il compositore Pino Massara, che i titoli dei quotidiani hanno principalmente ricordato come autore de Il coccodrillo come fa, azzeccata canzone per bambini che, a tutt'oggi, continua a godere di vasta notorietà. Ma Pino Massara ha composto anche pezzi di ben altro spessore, e, per quanto mi riguarda, voglio ricordarlo con una sua produzione che ritengo essere una delle più belle canzoni italiane in assoluto (che ci volete fare? ognuno ha le sue debolezze!).


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sabato 20 luglio 2013

Emersioni serali saure, ovvero una finestra sui fatti della settimana


Giusto Sabato scorso, in quel di Reggio di Calabria, entro la suggestiva cornice di Piazza Castello, il comico Enrico Montesano ha tenuto un one-man-show di tutto rispetto. Peccato che l'evento, oltre a essere stato poco pubblicizzato, sia stato coincidente con altri appuntamenti cittadini che hanno creato fin troppa dispersione. Meritava sicuramente un'accoglienza migliore uno dei pochi attori superstiti della storia più gloriosa del nostro spettacolo, ma sembra che ormai questa città riesca a distinguersi soltanto per i suoi pessimi biglietti da visita (i dettagli sono talmente avvilenti che, per il bene del nostro stomaco, è meglio non soffermarsi sull'argomento). Comunque, dinanzi a circa 500 spettatori, il buon Enrico - che è andato a braccio per tutta la serata - si è cimentato (cavandosela, tutto sommato, abbastanza bene) nella lettura di una delle più note poesie di Nicola Giunta (v. sotto), facendo intendere (ma non tutti hanno raccolto) che se le speranze di Reggio, all'epoca, erano quella di allinearsi all'Italia, è più probabile che sia stata l'Italia, nel corso degli anni, ad allinearsi alle posizioni di Reggio. Vagli a dare torto...

P'i riggitani

‘Nta ‘stu paisi ‘nc’esti sulu ‘a piria, 
‘a strafuttenza fissa, ‘a grandi boria; 
n’ta ‘stu paisi cunta sulu a ‘mbiria, 
pirciò non sunnu tutti chi cicoria… 
Erba nana ed amara, erba pirduta: 
senza ma provi, ì ggiurichi a viruta; 
e cca, sarbu a carcunu di ll’affritti, 
su’ tutti storti ammanicati ddritti ! 
Nani su’ iddi e vvonnu a tutti nani; 
nci vannu terra terra, peri e mmani; 
e, pa’ malignità brutta e superba, 
cca non crisci chi erba, erba, erba… 
Arbiri? … Si ccarcunu ‘ndi scurisci, 
‘nci minunu petrati non mmi crisci … 
Arburi, nenti!, comu all’atri bbandi, 
ch’ unu s’asciala chi mmi viri randi ! 
Ambatula tu fai … Rresti cu ‘ngagghiu … 
Si senti sempri chi ‘nc’ è fetu d’agghiu … 
Cca ‘a fortuna non varda a ccu’ s’annaca, 
ma passa ammenzu all’erba mi ‘nci caca … 
Paisi d’erba i ventu’ e non di pianti: 
va facitila a ‘n culu tutti quanti ! 
Si ‘nc’ esti ‘nu cartellu aundi rici : 
“Sti ‘ggenti tra di iddi su’ nnimici !” 
Nimici i cui ? Oh, frabbica di storti ! 
Sunnu sulu nimici da so’ sorti ! 
Nimici d’iddi stessi pi puntigghiu, 
e i cchiu’ fissa du’ mundu sunnu a Riggiu !



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domenica 14 luglio 2013

Emersioni serali saure, ovvero una finestra sui fatti del giorno


Tutto potevamo aspettarci nella vita (mi riferisco, principalmente, ai miei coetanei), tranne che di veder concretizzarsi nella realtà politica italiana dell'ultimo ventennio una sequela di personaggi che erano rinvenibili soltanto nei fumetti di Alan Ford & il Gruppo TNT. Chi abbia avuto la buona sorte di fruire della gloriosa epopea di questa pubblicazione (che è ancora in edicola, ma, per motivi fisiologici, non può più essere quella degli esordi), ricorderà senz'altro certi incredibili personaggi che, per nostra disgrazia, hanno trovato i loro concreti epigoni sin dal varo del berlusconismo che continua ad affliggere la nostra storia contemporanea: c'era, per esempio, Superciuk, il criminale dalla letale fiatata alcolica, che rubava ai poveri (considerati la più deleteria conseguenza del disordine sociale) per dare ai ricchi: e quanti ne abbiamo visti al governo in questi ultimi venti anni; c'era Arsenico Lupon, assai galante e molto ladron, un signore dai modi cortesi e gentili con i quali circuiva le donne da derubare, perché in realtà era un imbroglione e barava finanche sulla sua estetica (era rifatto) e sulla sua altezza, giacché utilizzava scarpe speciali con notevole rialzo (e pure qui, se vogliamo, qualche analogia coi tempi correnti possiamo trovarla); c'erano i politici effigiati in forma di suini, perché abbastanza sporcaccioni e facilmente ricattabili (e anche qui i parallelismi possono sprecarsi); e c'era il più ambiguo di tutti, ossia Gommaflex, pronto ad adattarsi a tutte le circostanze: e, constatando a chi assomiglia, non possiamo fare a meno di preoccuparci.



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lunedì 8 luglio 2013

Emersioni serali saure, ovvero una buia finestra sui fatti del giorno


Qualche settimana fa, e, precisamente, il 15/06 u.s., ho pubblicato una specie di reportage locale che ha suscitato l'attenzione di un casuale lettore di Palermo. Anselmo (questo è il suo nome o il suo nickname) ha rilasciato un commento cui speravo di dare riscontro in tempi brevi, ma il dipanarsi del flusso temporale, ormai, sempre più raramente si accorda con le mie buone intenzioni. Spero di poter riparare, dando al succitato commento tutto il risalto che merita.

Qui a Palermo stiamo molto peggio che a Reggio Calabria: ci sono bambini che non vanno a scuola per frugare tra i rifiuti dei ricchi e i genitori li sfruttano perché non sono imputabili.
Si infilano dentro i cassonetti dei rifiuti, rovistano, cercano ferro, cartone, alluminio. Frugano nella spazzatura alla ricerca di quello che gli altri buttano via. È un piccolo esercito di bambini sfruttati da genitori, parenti e conoscenti che li utilizzano per la raccolta di qualunque cosa possa essere rivenduta o riciclata.
Vengono usati perché hanno il vantaggio di essere piccoli e agili e si possono infilare dentro i contenitori dei rifiuti, dove gli adulti non riescono ad arrivare con altrettanta facilità. E così sono avviati sulla strada della microcriminalità. Prendere la spazzatura infatti costituisce un reato, perché equivale a rubare da quando anche il Comune di Palermo si è adeguato alle nuove norme. Ma se i bambini vengono scoperti a rovistare dentro i cassonetti della spazzatura non sono imputabili. E questo rappresenta un motivo in più per sfruttarli. Una vergogna per i loro utilizzatori e per noi che ci limitiamo ad osservare...

Probabilmente è vero che qui a Reggio non siamo ancora a questi livelli: conosco discretamente Palermo e so bene che nel capoluogo siculo le distanze sociali sono molto più accentuate. Il che non toglie che anche qui, purtroppo, la situazione stia progressivamente precipitando. E non oso pensare a cosa accadrà quando i 70/80enni di oggi dovranno rendere l'anima a Dio con conseguente chiusura della loro (ancora decente) partita di pensione: gran parte dell'economia locale, ormai, si regge sui nonni. E i soldi per strada non li chiedono più soltanto gli extracomunitari: non cito nomi e luoghi, perché non sarebbe giusto, ma c'è gente che si sposta di quartiere (per non essere riconosciuta) e, davanti a qualche supermercato, chiede l'elemosina non in soldi ma in alimenti (per esempio: mezzo chilo di pane, perché con le risorse economiche di cui dispone non arriva a fine mese). Anzi, c'è anche qualcuno che sta già superando la soglia di pudore e non nasconde più l'indigenza: l'altro giorno, mentre rientravo al lavoro dalla pausa mensa, una signora domiciliata al piano terra di un palazzo della zona, si è affacciata alla finestra e mi ha chiesto un euro per far fronte a non so quale necessità. La stessa identica scena si è ripetuta, sempre nella stesso quartiere, un centinaio di metri dopo. Temo che, in tempi medi, l'indigenza diffusa possa essere il detonatore di qualche fragorosa deflagrazione. Quanto alla triste situazione dei bimbi di Palermo, comprendo la personale prudenza che può sconsigliare un intervento diretto, ma è mai possibile che ai servizi sociali e/o agli altri uffici competenti non sia mai giunta una segnalazione, anche se in forma anonima?

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venerdì 28 giugno 2013

Emersioni serali saure, ovvero una finestra sui fatti del Loreto


Cose da Loreto

Essendomi avanzato un po' di tempo, ne approfitto per replicare ad uno dei svariati commenti (anonimi ma molto articolati) rilasciati negli scorsi giorni (e non pubblicati proprio perché privi degli elementi minimi per risalire al mittente). Una più attenta lettura degli stessi mi ha consentito, comunque, di capire da quale parte parrocchiale provengono e passo a ribattere senza problema alcuno.
I fatti: Martedì della scorsa settimana, presso il teatro parrocchiale, si è tenuta una trasposizione del noto musical Caino e Abele di Tony Cucchiara; poiché avevo avanzato ampie riserve circa la riuscita dell'allestimento, curato da un'aspirante regista del luogo, mi si esortava - in sintesi - a riconoscere la fallacia delle mie previsioni, giacché lo spettacolo si è concluso nel tripudio popolare e nell'ufficiale riconoscimento delle capacità artistiche di chi ha sovrinteso l'opera nel suo complesso.
Andiamo con ordine: in realtà non m'importava granché dell'esito della vicenda, tant'è che ho assistito soltanto alla seconda parte dello spettacolo (la prima coincideva con la finale dell'Europeo di Calcio Under 21, in cui era impegnata la nostra nazionale). In ogni caso, premesso che una cosa è l'impegno amatoriale (che, quando non deriva da megalomania, è sempre apprezzabile) e ben altra cosa sono le rivendicazioni artistiche scaturenti dal medesimo, il plauso cui si fa riferimento non riguardava il cast originario della rappresentazione: visto, infatti, che le difficoltà che avevo a suo tempo ipotizzato si erano inevitabilmente concretizzate, la curatrice ha opportunamente precettato soggetti che vantassero provata dimestichezza canora, affidando le parti cruciali dell'opera a individui che il canto lo studiano o lo hanno già studiato al conservatorio (qualcuno, addirittura, lo insegna). E questo, se da un lato ha risollevato le sorti della messinscena, dall'altro ha penalizzato le prestazioni amatoriali di alcuni partecipanti: un coro per metà afono e/o stonato; consanguinei della curatrice che, con la loro interpretazione, hanno ucciso Anna Frank una seconda volta; balletti goffi che nemmeno l'unica presenza legittimata a danzare sul palco (perché si notava nettamente la provenienza da una scuola di danza) è riuscita a salvare. In quest'ultimo caso, comunque, la curatrice si è dimostrata furba, avendo gettato nella mischia la nipotina di 2 o 3 anni vestita da farfallina, con tanto di alette, e chi si permetterebbe mai di infierire su una coreografia kitsch in cui è coinvolta una creatura tanto tenera?
Quanto agli applausi, il fragore degli stessi era determinato dalla consistenza della claque che li elargiva, tant'è che hanno vinto - fisiologicamente - gli attori appartenenti al gruppo scout (bravissimi, comunque, gli interpreti di Romeo e Giulietta), seguiti da quelli tesserati con l'Azione Cattolica per finire a quelli riconducibili a seguaci e/o sostenitori della curatrice.
Circa gli elogi finali, costituiscono anch'essi qualcosa di scontato, poiché, com'è facilmente intuibile, sono finalizzati a premiare l'impegno più che il risultato artistico conseguito. E, volendo essere intellettualmente onesti, questa è anche la sola motivazione che ha tutelato certi soggetti dai fischi che avrebbero ampiamente meritato quale corrispettivo della propria prestazione.

Per concludere, tre osservazioni:

1) Ritengo altamente vile, oltre a non firmare i commenti, strutturarli in modo tale da attribuirne la stesura a qualche poco... fausto spettatore, lì presente soltanto per far contenta la fidanzata (cui la generosa comunità del Loreto non risparmia qualche frecciata circa i tempi lunghi per l'allestimento delle proprie nozze, avendo concluso il corso prematrimoniale quasi due anni or sono) e assolutamente straniato dall'evento: probabilmente non si è nemmeno reso conto di dove si trovasse, vivendo - involontariamente - una condizione non troppo dissimile da quella che potrebbe provare da sposato;

2) Particolarmente paradossale - se rapportata alla regista ed interprete - la conclusione dell'opera, ove la curatrice - riprendendo il ruolo che fu di Tony Cucchiara - esclama: "Io non posso immaginare un mondo fatto tutto di miserie!". Ma come? Se è proprio su quelle che ti sei costruita una consolidata reputazione!

3) A margine di un commento, mi si invita a riconoscere la già citata curatrice come naturale erede del patrimonio artistico risalente ai numi tutelari dello spettacolo italiano. Sinceramente, se parliamo di grossi nomi, non ne ricordo nessuno combinato tanto male. Vorreste fornirmi qualche indicazione? Per agevolarvi, vi propongo la sigla con cui fu festeggiato, nell'ormai lontano 1976, il decennale del mitico Gran Varietà radiofonico di Amurri - Verde - Jurgens (mica gente prestata al palcoscenico): nel testo sono elencati tutti i più grandi artisti italiani dell'epoca che parteciparono alla trasmissione (la leggenda vuole che soltanto Sophia Loren non vi abbia mai contribuito).

 

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mercoledì 26 giugno 2013

Emersioni serali saure, ovvero una buia finestra sui fatti del giorno


Un governo che lavora con coscienza

E' stato approvato proprio oggi il piano anti disoccupazione: ci dicono che piazzeranno 200.000 giovani under 29 grazie ad uno sgravio fiscale di € 650,00 al mese per 12 mesi per chi assume. Ora bisognerebbe trovare chi assume.
Agli assunti, oltre ad avere meno di 29 anni, sarà richiesto di non aver lavorato negli ultimi 6 mesi e di avere almeno 1 persona a carico: ottimi requisiti per le aziende che producono sfiga.

(materiale rielaborato da "Twitandshout" di Radio 2)

Primati

La notizia è passata un po' in sordina, ma sarebbe proprio il caso di rifletterci sopra, perché i dati sono davvero imbarazzanti: il CENSIS ha rilevato che, attualmente, vantiamo il primo posto in Europa per ignoranza scolastica, e, al contempo, siamo primi nel sottoporci ad interventi di chirurgia estetica.
Abbastanza imbarazzante la coincidenza dei due dati, che, prima o poi, oltre ad obbligarci a distinguere la popolazione italiana in ignoranti normali e ignoranti rifatti, potrebbe portare anche a conseguenze del tutto paradossali: se, per esempio, il chirurgo estetico è ignorante in anatomia, potrebbe impiantare le natiche rifatte sulla faccia anziché nella loro collocazione naturale. Ma forse, pensandoci sopra, a qualche politico andrebbe bene così.

(materiale rielaborato da "Il Ruggito del Coniglio" di Radio 2)  

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martedì 25 giugno 2013

Emersioni serali saure, ovvero una buia finestra sui fatti del giorno


Processo Ruby



Il processo Ruby (o, meglio, la sentenza di primo grado che si riferisce al medesimo) ci insegna che spesso la vita è strana o, addirittura, beffarda: alla fine, infatti, Berlusconi il settennato l’ha avuto, ma non al Quirinale, com’era suo auspicio.  E oltre ai sette anni di galera, è stato condannato anche alla perpetua interdizione dai pubblici uffici: il che significa che al leader del PDL non potrà più essere offerta la possibilità di fare il bidello, l’usciere del Ministero o il vigile urbano, mestieri che avrebbe sicuramente voluto fare. Tutto il suo partito grida allo scandalo, ma l’invito che gli arriva dal delfino Alfano lascia davvero da pensare: “Tieni duro!”. Alfano, ma non hai capito che è proprio da lì che sono nati tutti i problemi?

(Rielaborazione da "Il Ruggito del Coniglio" di Radio 2)

Guardia di Finanza e club di calcio


Oggi la Guardia di Finanza ha perquisito le sedi di 41 società di calcio di Serie A e Serie B: si contestano associazione a delinquere, false fatturazioni ed evasioni fiscali. Coinvolto anche il Milan, dove si sospetta che qualcuno Ruby. I quotidiani online strillano "Sul calcio bufera!", ma sarebbe più opportuno titolare "Sul calcio Befera (nel senso di Attilio Befera, direttore generale dell'Agenzia delle Entrate). Prende subito le distanze il procuratore Moggi: "Erano solo allenamenti eleganti". E, tuttavia, bisogna riconoscere che le false dichiarazioni sono ormai un abitudine: come, per esempio, nel caso di quella squadra che dichiara di aver vinto 31 scudetti. Nel mirino, soprattutto, il contratto di Nocerino (Milan): pare che prenda soldi per giocare e non viceversa. 

(Rielaborazione da "Twitandshout" di Radio 2)

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