martedì 13 settembre 2022

Memorie televisive

 

Durante le feste patronali abbonda il vino e, con esso, le solenni ubriacature che danno la stura a latenti malinconie. Di seguito, le nostalgie televisive rimate di Vincenzo, espresse in fase di smaltimento sbronza, per la prima stagione di "Un medico in famiglia", la famosa sit-com di RAI 1 in cui Giulio Scarpati e Lino Banfi capitanavano un variegato cast a cui concorrevano, fra gli altri, Claudia Pandolfi, Lunetta Savino, Sabrina Parravicini e Claudia Pozzi.

A volte la mia mente gira
e in quell'epoca s'impiglia
quando c'erano la lira
e anche "Un medico in famiglia".
Rimirando la Pandolfi,
annegai in calienti golfi;
feci qualche pensierino
anche sopra la Savino
e pensieri assai più rozzi
volsi invece a Claudia Pozzi;
mi concessi pensierini
pur sulla Parravicini
e, lo ammetto, ne ho inviati
anche al buon Giulio Scarpati.

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lunedì 28 ottobre 2019

Vorrei stare a Vigata...


Le frequenti repliche de "Il commissario Montalbano" condizionano le notti insonni del buon Giampiero, che ogni tanto trova il suo legittimo sfogo in qualche rima improvvisata...

VORREI STARE A VIGATA...


Questa Reggio disastrata
toglie stimolo creativo
e vorrei stare a Vigata
per sentirmi un po' più vivo:
lì è bianco oppure nero,
Reggio è grigia per intero;
lì le donne sono in saldo,
qui nessuna ne riscaldo:
lì la Lodovini e la Chillemi,
mentre qui solo patemi;                      
lì Belén e la Liskòva 
e qui niente invece cova;
lì la Rossi e la Bergamasco
e qui un fischio per un fiasco.
Sono sogni solamente
di cui colgo tristi cocci,
anche perché, ultimamente,
sto sognando pure Bocci...

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martedì 12 febbraio 2019

Memorie televisive


"Nero a metà" è una fiction di RAI 1, da poco conclusa, che presso il popolo televisivo ha sollevato sia entusiasmi che fastidi. Questi ultimi, in particolare, presso l'utenza "sovranista", la quale ha mal digerito la sola ipotesi che un uomo di pelle nera, seppur italiano, possa indossare la divisa della polizia. E qualche remora, tutto sommato, ce l'aveva anche l'ispettore Guerrieri (Claudio Amendola), costretto a rivedere i suoi orizzonti razziali quando la figlia medico legale Alba (Rosa Diletta Rossi) si innamora del vice ispettore Malìk Soprani (Miguel Gobbo Diaz). Il cast era completato da altri attori abbastanza noti, fra cui Alessia Barela, Margherita Vicario e Antonia Liskòva, che hanno alimentato certe insane fantasie di Vincenzo, il quale, a seguito di una delle sue periodiche sbornie, ha espresso il personale rimpianto rimato per la fine della serie.      

Spesso nero son d'umore
per qualcosa che non va
ma dimezzavo il mio livore
grazie a "Nero a metà": 
coi pensieri sulla Rossi,
ho riempito mille fossi;
sulla Barela, edicolante,
fantasie ne ho fatte tante;
del mio amor, seppur precario,
avrei amato la Vicario
e dentro il fuoco ancor mi cova
quando penso alla Liskòva.
Però or che nelle vene 
ho più vin che sangue invero,
anche se non mi conviene
voglio essere sincero:
giammai fui radical chic
ma avrei amato anche Malìk
e, una possibilità avendola,
avrei amato pure Amendola...

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giovedì 25 ottobre 2018

Memorie televisive



Vincenzo ci è ricascato: coi primi freschi si è preso una sbronza colossale e, nel smaltire la medesima, si è abbandonato ai suoi ricordi televisivi rimati, dedicandoli - nella circostanza - a "Non dirlo al mio capo", serie tanto fresca, gradevole e brillante nella sua prima trasposizione quanto imbarazzante e grossolana nel recente sequel che poteva e doveva essere evitato. Non ci sorprende, comunque, che Vincenzo sia rimasto affezionato allo studio legale dell'avvocato Enrico Vinci (Lino Guanciale) e alle due principali protagoniste della serie, ossia Lisa (Vanessa Incontrada) e la sferzante e spiazzante Perla (Chiara Francini).

Con cadenza settimanale,
per sfuggire a un viver sciapo
mi donavo un po' di sale
con "Non dirlo al mio capo",
che spronava la mente mia
a ogni ardita fantasia:
avrei amato l'Incontrada
anche in mezzo ad una strada,
avrei amato la Francini
pur con tutti i suoi casini,
e, non abbiatevene a male,
avrei amato anche Guanciale...

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lunedì 15 ottobre 2018

Memorie televisive



Qualche sera addietro il povero Vincenzo è ricaduto nel suo periodico stato di trance post - sbornia, durante il quale è solito abbandonarsi a ricordi televisivi rimati. Nella circostanza, la sua memoria ha riesumato la serie televisiva "Sirene", gradevole fiction fantasy intelligentemente compatibile con l'ambientazione in cui se ne dipanavano le vicende (baia di Napoli e dintorni). La trama verteva, principalmente, sul rischio riproduzione delle sirene, giacché uno degli ultimi tritoni deputati allo scopo si era volontariamente esiliato sulla terra, in quanto stufo del mondo ittico, ed era necessario recuperarlo al suo ruolo naturale. Però anche le sirene, a loro volta, resteranno affascinate dal mondo terrestre e una di loro finirà per sposare il professore di educazione fisica interpretato da Luca Argentero. Ecco di seguito, comunque, il ricordo in rima di Vincenzo.

Era sol per il mio bene
che guardavo le "Sirene":
c'era Maria Pia Calzone
che smuoveva un po' l'ormone 
e poi c'era la Bellè
                     che arricchiva tal buffè;                           declinai sulla Tantucci 
   (ancor fresca era di conio) 
e di lei si fece crucci
          solo mio compare Antonio          
che le dedicò banali
fantasie adolescenziali.
La mia vita è una bugia,
però oggi son sincero
e vi giuro - in fede mia -
che gradii pure Argentero.

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lunedì 27 agosto 2018

Memorie televisive


Era il 1999 quando RAI Uno sancì, di fatto, il passaggio dal vecchio sceneggiato alla più moderna fiction con il varo della serie "Commesse", destinata a riscuotere grandissimo successo (testimoniato dagli altissimi ascolti in prima visione e dalla miriade di repliche) nonostante lo snobismo intellettuale dei soliti ipercritici televisivi. Il pubblico, infatti, gradì parecchio lo sviluppo di umane vicende legate alle tematiche più disparate, compreso un esplicito e parzialmente riuscito tentativo di normalizzare un amore diverso (quello del commesso Romeo, interpretato da Franco Castellano). Le commesse protagoniste dello sceneggiato (Sabrina Ferilli, Nancy Brilli, Veronica Pivetti, Anna Valle e Elodie Treccani) avevano mietuto, nel corso delle settimane di programmazione, una strage di cuori che non risparmiò neanche il povero Vincenzo, il quale qualche sera addietro, dopo essere caduto in trance e vagando nella strada sotto casa come un nottambulo ubriaco, si è abbandonato a nostalgiche rime su quel fulgido periodo televisivo. Ci è sembrato oltremodo doveroso prenderne nota e rendervi partecipi.


Ebbi in tarda adolescenza
alma e mente compromesse
            dalla vivida affluenza           
su RAI Uno di "Commesse".
Con un maschio brizzolato,
al virile amor votato,
di fanciulle una cinquina
(tutta roba genuina)
lavorava con fermento
nel campo dell'abbigliamento.
Tutte quante le apprezzai
e da allora furon guai:
a cagion della Ferilli,
non ebbi più sonni tranquilli;
per colpa della Brilli (Nancy)
caddi in peccati intensi;   
son dovuti alla Pivetti
i miei pensieri più interdetti;
se è ancor irto lo mio calle,
è responsabile Anna Valle;
la Treccani volevo mia
ma non era un'enciclopedia...
Son passati ormai vent'anni
e se ci ripenso adesso,
vi confesso, fra gli affanni,
che mi piacque anche il commesso.

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